Oltre lo sguardo

Nei lavori presentati il Corpo — vissuto, pensato, frammentato — è al centro dell’indagine. Uno sguardo rivolto alla complessità dell’essere umano. Le immagini esplorano i confini dell’identità in una dimensione fluida, che attraversa e supera la materia corporea, fino a sfiorarne la dissoluzione.

Il progetto nasce da una riflessione riguardo il concetto di limite come componente imprescindibile della condizione umana: primo confine tra sé e altro da sé, il corpo è lo spazio della differenziazione nel quale si gioca il sentimento della propria individualità. Il medium fotografico è strumento per l’esplorazione della corporeità, in una danza tra chi è ritratto e chi ritrae, il movimento supera il confine corporeo, in uno scorrere che accoglie e trasforma, sfiorando il termine ultimo della perdita della immagine di sé. Il progetto muove da una serie di domande che mi piace lasciare aperte: “Se dall’essere visti si definisce la propria immagine, allora io sono ciò che l’altro vede di me? Se nell’alterità si delineano i limiti dell’identità, che accadrebbe se mi definissero in una forma distorta? Sarei presente a me o solo un vuoto riempito da una immagine che non mi appartiene? Nella dicotomia Io – Altro, esiste uno spazio in cui riconoscersi?”. Domande che qui hanno il compito di introdurre una ricerca che pone il corpo, nel suo essere presenza prima di forma, come nucleo centrale d’indagine. L’obiettivo è esplorare i confini tra identità e alterità, muovendo da interrogativi che tracciano la rotta di un progetto in continuo divenire.